Amore platonico
In Blog on February 15, 2012 at 4:27 pmSecondo Platone, l’obbiettivo fondamentale dell’uomo è la conoscenza, la cui ricerca coinvolge l’uomo nella sua totalità, prendendo anche il corpo, non solo la mente. Questo perché l’uomo è anche fatto di passione, attraverso la quale si cerca il bene supremo. Questa ricerca è definita anche amore, che Platone sostiene con la dottrina dell’amore e dell’anima. Il filosofo ne parla soprattutto in due dialoghi: nel Simposio e nel Fedro.
Il simposio era un banchetto in cui i greci si trovavano per mangiare e parlare. Nell’omonimo scritto, i filosofi si confrontano a proposito dell’amore, cercando di definire cosa possa essere e da cosa possa essere stato generato. Tra i vari presenti ci sono Socrate, Aristofane e Pausania. In questo dialogo l’amore è inteso in relazione alla bellezza. Bellezza non estetica ma vista come desiderio di arrivare all’idea del bene. Cos’è l’amore?, si chiedono. È questo visto come un demone, Eros, figlio di Poros (dio della ricchezza, dell’avventura, del coraggio, eccetera) e di Penia (dea della povertà e del desiderio). Penia arriva ad una festa mentre Posos è ubriaco. Dalla loro unione nasce Eros, l’amore, che si trova quindi tra ricchezza e povertà, tra dei e uomini e, come la filosofia, tra l’ignoranza e la vera conoscenza. Quando si prova amore ci si contraddice perché l’amore ha una natura contrastante. Non è qualcosa che gratifica: porta sempre ad un ulteriore desiderio. L’amore nasce come passione fisica ma non si forma qui, va verso l’alto, sempre oltre, oltre il corpo, verso la conoscenza delle idee. La filosofia e l’amore portano alla vera conoscenza. Pensare all’amore platonico come ad un amore ideale è sbagliato: l’amore platonico è qualcosa di superiore ma che ammette anche la parte legata alla fisicità.